Aggiornamento dell’11/10/2012

Il Consiglio Nazionale dei Comandanti, che raccoglie oltre 2000 professionisti del mare, si è scagliato contro la decisione di Schettino difare causa alla Costa per licenziamento ingiusto.

“Non ci pronunciamo sul licenziamento e la richiesta di danni di Schettino. Ma lo scoglio sul quale è naufragato il comandante Schettino non è quello de Le Scole, davanti al Giglio, ma si chiama ISM code – spiega a Panorama.it, il comandante Domenico La Fauci, ex vice presidente e consigliere del Collegio Nazionale dei Capitani di Lungo corso e di Macchina– ed è un codice che regolamenta che cosa deve essere fatto per la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio a bordo di una nave. Codice che lui non ha rispettato”.
Ma il naufragio della Costa Concordia, le manovre successive alla collisione con lo scoglio, le dichiarazioni rilasciate nell’immediato dell’incidente e poi successivamente dall’ex comandante della Concordia, hanno spinto il Collegio Nazionale dei Capitani ad interrogarsi proprio sulle responsabilità del comandante.
“Avvicinarsi a cento metri dalla costa è considerato “quasi un incidente” e un buon comandante di nave lo deve sapere – continua il comandante La Fauci – ed è stato proprio il comportamento tenuto da Schettino a farci porre delle domande sul ruolo dei comandanti”
Ci spieghi meglio..
“Un modo di dire marinaresco che tra l’altro è ancora in uso tra i comandanti anziani dice “Dopo Dio c’è solo il comandante”. Oggi invece il ruolo del comandante in plancia si è profondamente modificato e pur rimanendo per il Codice della Navigazione l’unico responsabile della nave e della sicurezza dell’equipaggio e dei passeggeri, si deve confrontare con quello di altre figure ovvero con quelle del “bridge team”. In sostanza, con gli altri ufficiali presenti in plancia e a terra.”

A differenza del passato, oggi dopo Dio c’è il “bridge team”. Dunque oltre al comandante, in un incidente, ci sono le responsabilità di altri ufficiali..
“Sì, ma il comandante ha la designazione al comando dall’armatore  e può essere licenziato direttamente quando viene meno il rapporto fiduciario. Il resto dell’equipaggio, viene arruolato e il rapporto giuridico tra l’armatore e il lavoratore è differente”.

Comandante, lei ha alle spalle anni di carriera e decine di emergenze vissute in alto mare. Che cosa ne pensa dell’atteggiamento del comandante della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco? Secondo la sua esperienza, le modalità con le quali è intervenuto la notte del 13 gennaio, sono state consone alla situazione?
Preferirei non commentare l’atteggiamento del comandante De Falco. Non riuscirei a trovare le parole giuste.  

“Gli interrogativi del Collegio Nazionale dei Capitani che rappresenta oltre 2 mila comandanti  italiani, su “Quali sono e come sono cambiate le responsabilità del comandante?” – conclude il comandante La Fauci – si sono resi necessari dopo un confronto internazionale con le realtà marinare mondiali”.
Il caso Costa Concordia e il ruolo del suo comandante, infatti, hanno sollevato moltissimi dubbi e domande anche presso istituzioni del settore presenti all’estero. Comunque, nel merito del ricorso presentato dall’ex comandante Schettino, Costa Crociere “conferma di aver concluso il procedimento disciplinare iniziato nei confronti di Schettino, a seguito del naufragio di Costa Concordia, disponendone il licenziamento. La Compagnia ha ritenuto di applicare la sanzione del licenziamento in conformita’ con le norme di legge e contrattuali applicabili”

Proprio così. Sembra impossibile ma il legale di Schettino chiede, tra le altre cose, il reintegro immediato del Comandante in Costa Crociere e tutti gli stipendi arretrati.
Costa ha ufficializzato il licenziamento a seguito dell’incidente ma non per l’incidente in se, bensì per tutte le anomalie riscontrate nei suoi atteggiamenti. Anomalie che non permettono una collaborazione tra la Compagnia e il Comandante. Che dire, siamo proprio in Italia. Credo che altrove sarebbe stata una causa persa in partenza, questa. Mentre qui.. Vedremo!

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Federico Manera

Federico Manera

Sono nato nel 1988 nella provincia di Torino. Appassionato di navi fin dai primi anni di vita, dal 2009 ho deciso di condividere con il popolo del web il mio interesse, costruendo giorno dopo giorno un sito che possa essere utile a chi decide di navigare, per vacanza, per lavoro o per passione. Mi sono occupato per molti anni della creazione di contenuti multimediali (video, web e grafica). Oggi lavoro nel turismo.