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Concordia: falsa notizia, Foschi non è indagato

«Nessuno degli amministratori di Costa Crociere è indagato nell’ambito del procedimento per il naufragio del Concordia»: lo ha precisato l’avvocato Mario de Luca, il legale che assiste Costa Crociere, riferendosi a quanto riferito da alcune agenzie di stampa secondo cui Foschi sarebbe stato iscritto nel registro delle indagini per il naufragio della Concordia.

«Alla Società è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini da parte della magistratura che ipotizza violazioni in materia di responsabilità amministrativa per l’operato dei propri dipendenti. Sono violazioni che non coinvolgono nel modo più assoluto i suoi amministratori, né presenti né passati: ogni illazione in questo senso è priva di fondamento».

«Si torna allo stesso modo a dare voce in questo ultimo periodo a chi sostiene che il cosiddetto inchino fosse pratica comune e tollerata dalla Società – ha continuato De Luca in una dichiarazione diffusa da Costa Crociere -. Anche questo è falso: la decisione di portare lì la nave il 13 gennaio 2012 è stata del comandante, che non ha avvisato né Costa né la Capitaneria. La rotta che era stata comunicata a Costa, che era stata impostata sul sistema Ais prima della partenza il 13 gennaio da Civitavecchia, e che era stata comunicata anche ai passeggeri sul giornale di bordo, prevedeva un passaggio a 5 miglia dal Giglio».

Nella sua nota, il legale precisa che questa è la rotta sempre seguita dalle navi Costa da Civitavecchia e Savona. «Come dimostra anche la documentazione depositata dal Comandante Generale della Capitaneria Brusco durante l’audizione in Senato del gennaio 2012 – continua De Luca -, dal 2011 la nave ha percorso la rotta Civitavecchia-Savona 52 volte, passando sempre a una distanza di 4-5 miglia dal Giglio. Unica eccezione, oltre a quella dell’incidente, il 14 agosto 2011 in occasione della festa patronale del Giglio, in cui era stato concordato con la Capitaneria e col sindaco il passaggio ravvicinato vicino al Giglio, in sicurezza e a una velocità di 6 nodi».

E sempre nelle attività di conclusione dell’inchiesta sul naufragio della Costa Concordia la procura di Grosseto ha rilevato altre accuse per gli indagati Francesco Schettino, il comandante in seconda Roberto Bosio e l’hotel director Manrico Giampedroni, riguardanti omissioni nelle procedure di sicurezza da attivare da quando c’è stata la falla alla nave.

Procedure che, viene spiegato, sono state evidenziate da un confronto con gli uffici di sicurezza sul lavoro della Asl di Grosseto e che i tre indagati non avrebbero osservato. Si tratta anche in questo caso di responsabilità “agganciate” alla legge 231, per cui in caso di condanna per i tre potrebbe scattare una contravvenzione oblabile. Appena pochi giorni fa era emerso che proprio ai sensi della legge 231 sulla responsabilità delle società circa la sicurezza e l’organizzazione, era stata indagata Costa Crociere spa.

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Federico Manera

Federico Manera

Sono nato nel 1988 nella provincia di Torino. Appassionato di navi fin dai primi anni di vita, dal 2009 ho deciso di condividere con il popolo del web il mio interesse, costruendo giorno dopo giorno un sito che possa essere utile a chi decide di navigare, per vacanza, per lavoro o per passione. Mi sono occupato per molti anni della creazione di contenuti multimediali (video, web e grafica). Oggi lavoro nel turismo.