ESPERIENZEIN CROCIERA

Ad un passo dall’eccellenza: crociera su MSC Preziosa

Ecco l’esperienza di Davide e Danila (che ringrazio tantissimo per l’eccelente materiale inviatomi e per aver deciso di renderlo pubblico!) a bordo della MSC Preziosa. Come avranno trovato il passaggio da Costa a MSC?

esperienza msc preziosa

Periodo crociera: 22-­‐29 settembre 2013.
Itinerario: Genova-­‐Napoli-­‐Messina-­‐Tunisi-­‐Barcellona-­‐Marsiglia-­‐Genova.
Valutazione complessiva: 4/5.
Aspetti positivi: Nave bellissima dentro e fuori (davvero unica), ristorazione, check-­‐in.
Aspetti negativi: Organizzazione non sempre perfetta, responsabile di cabina “distratto”, scarso senso di accoglienza, merchandising eccessivo.

Foto di Danila Fedele

Mai prima di questa abbiamo atteso con tanta sofferenza una vacanza. Dopo un periodo alquanto travagliato, infatti, mettere piede nell’area check­‐in della Stazione Marittima di Genova è stato come una liberazione, l’inizio di un sogno. Un sogno che, però, ha rischiato di essere rovinato da alcuni bruschi risvegli notturni, quelli che ti lasciano un senso di angoscia misto all’amarezza e al rimpianto. Ma vediamo con ordine!
Siamo in pieno agosto, in pieno lavoro (fortunatamente per noi!). In alto mare, invece, per quanto riguarda la scelta delle ferie settembrine. Crociera, that’s for sure, ma quale? Dopo l’ottima esperienza su Costa Luminosa del settembre 2012, infatti, siamo determinati a cambiare, a scoprire nuovi orizzonti. Optiamo per MSC, nello specifico per una delle mastodontiche unità della classe Fantasia, non importa quale, non importa dove. Pensiamo in grande, insomma!
Constatata l’impraticabilità dell’iperprenotato Mediterraneo orientale, decidiamo di orientarci nuovamente sulla nostra porzione di Mare Nostrum, con partenza da Genova, dove ho la fortuna/sfortuna di essere nato e vivere. Stuzzicati dagli entusiastici racconti di viaggio dell’amico Federico, andiamo ad assistere a una partenza di MSC Splendida, rimanendone letteralmente folgorati: è colpo di fulmine!
Il dubbio, però, torna ad affacciarsi proprio in sede di prenotazione: perché non dare una sbirciata alla proposta di Costa, tra l’altro più conveniente? Dopo infiniti preventivi, tuttavia, decidiamo di darci alla pazza gioia, dato l’elevato costo dell’itinerario MSC (ben 300€ in più rispetto alla concorrenza), e di smettere di rimuginare. Risultato: crociera di Splendida ormai al completo. A poco meno di un mese dalla partenza.
In preda a una crescente frustrazione, ci rifiondiamo su internet e incappiamo nell’itinerario di Preziosa (Genova-­Napoli-­Messina-­Tunisi-­Barcellona-­Marsiglia-­Genova), chiedendoci come fosse stato possibile averla ignorata sino ad allora: l’unità più nuova e più grande d’Europa, un diamante galleggiante (i ponti, fra l’altro, hanno i nomi di pietre preziose), letteralmente la nave dei sogni. Carta di credito alla mano, ci precipitiamo a prenotare online e, con nostro sommo disappunto, dopo aver compilato ogni singola voce, il sito va in crash sulla pagina del pagamento. Problema temporaneo, pensiamo. E ritentiamo, invano. Per tutto il pomeriggio, la serata e buona parte della notte. Il disagio prosegue anche nella giornata successiva, finché non ci decidiamo di gettare la spugna e recarci di corsa in agenzia dove, fortunatamente, riusciamo a bloccare un’esterna garantita.
Ora, possiamo capire che un sito necessiti di manutenzione periodica e che i sistemi informatici possano talvolta avere problemi. Però ci pare davvero fuori luogo che la pagina web di una delle maggiori compagnie crocieristiche mondiali non funzioni per più di due giorni consecutivi, tra l’altro in pieno periodo vacanziero. Risolta la pratica prenotazione, apprendiamo con somma gioia che ci è stato concesso l’upgrade della cabina ad Aurea Suite, alloggio molto più grande della nostra sistemazione originaria e dotato di un’invidiabile vetrata panoramica con vista sulla prua. “Si sono fatti perdonare”, pensiamo. E invece, a causa di misteriosi problemi tecnici nel ricevimento dei nostri documenti, che in nessun modo ci sentiamo di imputare all’agenzia, i biglietti ci arrivano solamente un giorno prima della partenza.
Un fatto davvero incredibile e inspiegabile, considerato che con Costa, l’anno precedente, li avevamo ricevuti ben tre settimane prima. Tre settimane. Dopo una prenotazione di pochissimi clic. È inutile sottolineare come la fase di booking faccia già parte della vacanza stessa: l’emozione di tenere in mano i biglietti della tua crociera, o di vedere semplicemente un riscontro, una conferma su un monitor, beh… Contribuiscono in modo non indifferente alla magica atmosfera del tutto. Poco male, pensiamo: domani finalmente si parte, amen!

Ci rechiamo in porto con un discreto anticipo (due ore e mezzo prima dell’orario ufficiale), approfittando della vicinanza. Appena entrati nella Stazione Marittima, restiamo affascinati dall’organizzazione e dalla rapidità delle procedure di check-­in, davvero degne di nota, durante le quali siamo stati in coda per un tempo massimo di dieci minuti. Lasciati i bagagli sul molo ai camalli e guidati dalle gentilissime hostess, montiamo sulla scala mobile che ci conduce alla sala d’attesa, preceduta da una passiera rossa e da una stanza che circonda un enorme modello statico della nave, il cui ingresso è sormontato da un arco con il logo di MSC e il nome della stessa: mai visto niente del genere! Facciamo la cruise card, prendiamo al volo un succo di frutta dal buffet di benvenuto cercando di evitare torme di addetti (un po’ fastidiosi) pronti a proporci pacchetti bevande più o meno convenienti, superiamo sempre più ansiosi il controllo ai raggi x e il metal detector… Ed eccola lì, dritta davanti a noi.
MSC Preziosa riempie i nostri sguardi. L’intero nostro campo visivo, a 180°. Puoi vederla da lontano, e ammirarne l’imponenza; puoi anche entrare nell’area portuale, percorrendo la passeggiata a mare che digrada verso il Terminal Traghetti, e contemplarne l’immensa poppa prima, la lunghissima fiancata di dritta poi. Ma trovartela davanti appena sbuchi fuori dall’edificio, è davvero un’esperienza da provare direttamente sulla propria pelle (e Federico ne sa qualcosa…!).
Saliamo trepidanti sul gioiello, restando letteralmente ammutoliti di fronte a qualsivoglia ambiente ci si pari davanti: una sobria e maestosa eleganza, mai banale, alla quale, da viaggiatori Costa dell’ultim’ora, eravamo poco avvezzi. La valutazione estetica della nave, per quanto ci riguarda, è assolutamente fuori scala e straccia la concorrenza in tutto e per tutto. Due locali su tutti, a nostro avviso: la hall con ascensori panoramici e scalinate tempestate di Swarovski, da mozzare il fiato; il piano bar di prua El Dorado, caratterizzato da un piacevole contrasto cromatico fra nero e oro ripreso dal Millennium Star Casino del ponte sottostante.
Recandoci verso la nostra cabina, nondimeno, constatiamo che, al di fuori dei locali comuni, la pulizia non è propriamente “perfetta”: alcuni gradini e decorazioni, poi, ci danno un senso di usurato che fatichiamo a comprendere su una nave così nuova! Questa sensazione, per fortuna, è andata velocemente scemando fino a sparire del tutto già dalle prime ore successive all’imbarco: ci sentiamo sicuramente di imputarla a noi stessi e al nostro essere arrivati in anticipo, riconoscendo che bisogna concedere allo straordinario equipaggio il tempo necessario per pulire un simile gigante dei mari, che imbarca poco meno di cinquemila anime.

Al nostro cabinista, del quale non abbiamo mai appreso il nome, attribuiamo invece per intero la responsabilità di non averci mai fatto sentire particolarmente “accolti”. Sensazione che, al contrario, abbiamo sempre provato con Costa, senza dover ricorrere a chissà quale esperienza Samsara o Yacht Club: nome del responsabile di corridoio sulla porta, decorazioni sul letto ogni sera, mappa della città visitata assieme al Today. Sono “cavolate” o finezze? Decidete voi. Entriamo nella suite (dove, peraltro, mancano i nostri nomi sullo schermo della TV: ma sì, in fondo occupiamo “solo” una suite, mica una cabina con maggiordomo!) e, oltre a svariate ditate sulla porta e sui mobili (no comment), notiamo che il programma del giorno è stato… Gettato sul letto. Così, random. Non solo: talvolta, nel corso della crociera, non ci venivano consegnati alcuni asciugamani, tant’è che siamo stati costretti a richiederli lasciando un biglietto sul letto. E non finisce qui: l’ultima sera, forse per una svista durante le pulizie, abbiamo trovato alcuni nostri oggetti personali sparsi sul divano e per terra. Un fatto, a nostro avviso, decisamente inqualificabile. Simili note negative, per fortuna, sono state equamente controbilanciate dalla magnificenza del nostro alloggio, ma pensate come ci saremmo sentiti se avessimo prenotato una cabina interna.
La sensazione di essere polli da spennare, nel corso della nostra crociera, ci ha pervasi dall’inizio alla fine. Dall’essere chiamati “Cliente” anziché “Ospite” sul biglietto di crociera (elemento a nostro avviso significativo) fino alla cafonaggine di indicare l’ammontare dell’addebito sulla cruise card in caso di furto della biancheria della cabina. Dall’assalto dei fotografi nei locali comuni, fino al foglio con le promozioni del giorno regolarmente inserito all’interno del Daily. Il climax, poi, l’abbiamo toccato con la proposta, fatta direttamente dallo speaker durante la serata italiana, di sorseggiare il limoncello di Sorrento per poi acquistarne il bicchiere. Semplicemente ridicolo. Come ha argutamente chiosato la mia ragazza, un comportamento da Ryanair, più che da compagnia leader del mercato. Come se non avessimo speso abbastanza!
È veramente un peccato, perché basterebbe davvero un nonnulla per farti sentire speciale. Un tocco di stile. Hai una nave stupenda, sicuramente la più bella del Mediterraneo, con le sue degne sorelle. Hai un personale encomiabile, eccezionale, soprattutto al ristorante. D’accordo, sta al passeggero crearsi gran parte dei momenti speciali. Ma, al di là dell’animazione, ci vuole un quid, uno scatto fuori dall’impersonalità, qualcosa che ti faccia sentire da solo, speciale, unico, in mezzo a cinquemila persone. Noi non l’abbiamo percepito, quel qualcosa. Su Costa sì. O perlomeno, un po’ di più. E c’entrano ben poco le dimensioni della nave o la maleducazione di alcuni passeggeri, aspetto purtroppo ingovernabile.
A tutto questo vanno uniti, tra l’altro, anche qualche errore in fase organizzativa e alcune grossolane mancanze di informazioni. Facciamo degli esempi: il cocktail con il comandante nella prima serata di gala, servito prima dello spettacolo serale nei lounge dei ponti 5-­‐6-­‐7 e molto confusionario (Costa lo serve direttamente a teatro, dotando intelligentemente il locale di tavolini; i nostri commensali, tra l’altro, l’hanno addirittura saltato a pié pari!); è stato possibile verificare l’estratto conto delle nostre spese a bordo sulla TV interattiva solo due giorni prima dello sbarco: benché potessimo comunque richiederlo all’ufficio accounting, non riusciamo a capire il motivo di tale mancanza; il questionario per la valutazione della crociera, mai ricevuto nonostante l’avessimo anche richiesto direttamente alla reception, che ci avrebbe pure consentito di partecipare all’estrazione di un premio; la mancata riunione pre-­‐ sbarco, annunciata via interfono quando eravamo a spasso per Barcellona e non riportata nel programma del giorno. Da nessuna parte. Per la serie: se sai come scendere, ti organizzi; se è la tua prima crociera, affari tuoi: c’è il riassunto la sera prima sul Daily, e tanti saluti.
Dopo tutte queste lamentele, è arrivato il momento delle note positive (non prive – ahinoi – di qualche magagna!). In primis, il cibo: la sua qualità troneggia incontrastata nel buffet, decisamente ben organizzato e dotato di una varietà impressionante, e trova il suo punto d’eccellenza nel ristorante, grazie anche al mix fra l’impeccabile servizio dei camerieri e i compagni di tavolo, nota lietissima di questa vacanza. L’unico aspetto negativo, e non proprio di piccolissimo conto, è stato costituito da un paio di assenze della portata vegetariana in alcune sezioni del menù, che la mia ragazza non ha particolarmente gradito: possiamo capire gli antipasti, dato che non mancano mai ottime insalate del giorno, ma non ci spieghiamo il non pervenuto di alcuni primi. Un vegetariano i denti li ha, e non può mangiare in continuazione zuppe!

In secondo luogo, i meravigliosi ponti esterni, corredati da enormi piscine e idromassaggi che fanno impallidire gli acquitrini di Costa. Lo scivolo Vertigo, poi, è un’esperienza da provare assolutamente: avendone testati diversi, lo reputo tranquillamente alla pari di quello di un parco acquatico, con in più l’emozione di sfrecciare quasi settanta metri sopra ai flutti nella sezione trasparente. Ottima anche la gestione dei teli mare, sempre pulitissimi e ritirabili solo tramite cruise card. Meno buona, invece, la chiusura del Top 18 Solarium, accessibile solo a pagamento: va bene l’esclusività, ma ci sembra un po’… bislacco. Yacht Club 2.0. Ma vedi sopra, alla voce “polli da spennare”.
In terzo luogo, gli spettacoli di bordo, che differiscono da quelli di Costa per una struttura maggiormente incentrata sul musical e basata su una sola compagnia, che raccoglie cantanti, ballerini e artisti circensi. Tutti semplicemente eccezionali, zero storie, benché un paio di esibizioni ci siano sembrate ripetitive (per struttura, non per la performance) e l’unica variazione sul tema sia stata rappresentata dai bravissimi tenore e soprano imbarcati a Barcellona. Lo spettacolo conclusivo, in ogni caso, è stato sbalorditivo, tanto da farci beffardamente pensare che la migliore accoglienza ricevuta fosse il saluto!
In quarto e ultimo luogo, alcuni servizi opzionali da noi provati: la SPA, anche se non abbiamo ricevuto particolare assistenza dopo l’accoglienza (al punto da doverci far spiegare la sequenza delle aree termali da chi già era dentro!); l’escursione a Tunisi, nonostante il comprensibile caldo e la ressa. Una menzione d’onore alla guida, Djamel, davvero molto competente e disponibile. Se desiderate scendere, vi auguriamo di essere accompagnati da lui (noi abbiamo scelto l’escursione “Romantico appuntamento con la Tunisia”); la colazione in cabina, ancora gratuita quest’anno, servita sempre con precisione e puntualità.
In conclusione, che aggiungere? Nonostante le non trascurabili “leggerezze” che abbiamo elencato, ci sentiamo di poter tranquillamente affermare che ripeteremo l’esperienza MSC, in futuro. Sembra incredibile, se si torna a leggere quello che abbiamo scritto, ma le mancanze che ci avrebbero fatto dare il benservito alla compagnia partenopea sono state controbilanciate da una splendida settimana di sole e mare sempre calmissimo e dal nostro divertimento. Come sempre accade, d’altra parte, ed è questo quello che conta. Questo, oltre al fatto di aver viaggiato su un autentico capolavoro made in Saint-­‐Nazaire. E di capolavori, lì, modestamente se ne intendono (see you soon, QM2!).

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Admin Videonavi

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Sono nato nel 1988 nella provincia di Torino. Appassionato di navi fin dai primi anni di vita, dal 2009 ho deciso di condividere con il popolo del web il mio interesse, costruendo giorno dopo giorno un sito che possa essere utile a chi decide di navigare, per vacanza, per lavoro o per passione. Mi sono occupato per molti anni della creazione di contenuti multimediali (video, web e grafica). Oggi lavoro nel turismo.