Come molti avranno notato durante una traversata in traghetto o durante una crociera, su ogni nave sventola la bandiera di nazionalità sulla poppa. Ma cosa significa realmente “battere bandiera…”?

Una nave non avente bandiera viene considerata dal diritto internazionale della navigazione una vera e propria nave pirata e rischia di incorrere in sanzioni.
Secondo il diritto della navigazione, la nave segue la legislatura della bandiera a cui fa capo.
Se durante la navigazione in mare aperto, a bordo di una nave battente bandiera italiana venisse commesso un reato, il colpevole verrebbe giudicato secondo le leggi dello stato italiano. Se la nave non avesse bandiera e si trovasse a navigare in alto mare, chiamata “zona di nessuno”, non ci sarebbe soluzione per poter gestire fatti criminali o molto più semplicemente non si potrebbe gestire l’intero equipaggio perché mancherebbe un’ordinamento legislativo e giuridico.

Come viene attribuita la bandiera ad una nave?
Secondo il diritto della navigazione la nave è divisa in 24 parti immaginarie chiamate carati; durante la costruzione, se si avessero più proprietari (chiamati caratisti) di nazionalità diverse (comunitarie e non) e volessero attribuire alla nave la bandiera italiana, sarebbe sufficiente che uno dei proprietari possedesse almeno 12 carati e che la sua nazionalità facesse parte dell’Unione Europea.

La bandiera italiana è una bandiera di prestigio poiché per ottenerla la nave deve essere registrata presso una delle sedi più ambite al mondo che è il Registro Italiano Navale (RINA): un registro nazionale dove le navi vengono controllate ed ispezionate per ciò che concerne la sicurezza e gli equipaggiamenti di bordo.
La bandiera italiana ha comunque i suoi svantaggi, come ad esempio gli elevati costi delle tasse dal punto di vista burocratico e dell’equipaggio; per questo motivo molte compagnie adottano bandiere di comodo come quella Panamense, registrandosi a dei registri chiamati Bare Boat per poter alleggerire i costi di mantenimento burocratici e degli equipaggi.

Ma la bandiera di nazionalità non è l’unica a sventolare sulle navi. Cos’è quella bandiera più piccola che di solito vediamo issata sulla torre radar?
Quando la nave è ormeggiata in un porto, o naviga nelle acque territoriali di un diverso stato, è possibile  vedere in prossimità dell’asta di prora o della torre radar una bandiera più piccola: la bandiera nazionale dello stato in cui la nave è ospite, chiamata propriamente bandiera di cortesia.

La bandiera di cortesia viene anche chiamata “bandiera d’onore” proprio per il fatto che quando è issata nel porto dello stato ospite, è segno di onore verso la nazione ospitante.

2 Comments

  1. 19 Giugno 2018 at 14:14

    Questa è una bella domanda! Non penso una nazione possa “disconoscere” una nave battente la sua bandiera, se non a fronte di azioni legali…

  2. 17 Giugno 2018 at 07:49

    ciao, sono curiosa di una cosa, cosa succede se una nave batte bandiera di una nazione e viene disconosciuta dalla nazione in questione? c’è reato?

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