Dopo l’ultima crociera MSC sulla MSC Opera (assai deludente) ed in seguito alle mie due crociere Costa (eccellenti è dire poco) mi ero promesso che le mie future crociere sarebbero state all’ombra del fumaiolo giallo.
Ed invece scegliendo tra le crociere estive ecco che mi salta all’occhio un itinerario che sogno da parecchio tempo; 14 giorni da Amburgo a Longyearbyen (Svalbarb) che però nelle date a me disponibili viene proposto solo dalla MSC Splendida. L’alternativa Costa sarebbe stata NeoRomantica (che non mi sarebbe affatto dispiaciuta) ma con partenze solo a giugno ed i primi di luglio. Decido quindi di dare una seconda opportunità alla compagnia partenopea, quindi è fatta, deciso, MSC Splendida 31 luglio/14agosto 2016.
La prenotazione non è stata cosa semplice, il sistema MSC come ormai da consuetudine, “spara” prezzi diversi a distanza di pochi giorni ed alle volte anche assai distanti uno dall’altro. Un giorno stufo di questo altalenarsi di prezzi incrocio le dita e prenoto, sperando che il prezzo non vari di molto fino alla partenza!
Ho prenotato solo la crociera e provveduto autonomamente al viaggio fino ad Amburgo. La scelta si rivela vincente, sia a livello economico (ho pagato il volo e l’hotel ¼ di quanto avrei pagato solo il volo con la MSC) sia a livello gestionale, concedendomi un giorno in più ad Amburgo e maggiore relax negli spostamenti.

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Ci s’imbarca! Il terminal di Amburgo è molto grande e l’attesa è stata quasi nulla, pochi minuti e si sale a bordo!
MSC Splendida è bella, c’è poco da dire, design dalle linee pulite e sobrie con le quali si familiarizza subito, cosa che caratterizza tutte le navi MSC.
Eppure un po’ mi è mancato lo stile Costa, nonostante Splendida sia molto bella non ha una storia da raccontare, è uno stile “impersonale” ed anonimo, quasi come se mancasse d’identità. Questa volta quindi non racconterò nulla sui riferimenti ai palazzi del ‘600-‘700, o sui costumi della commedia Italiana, o sulle civiltà Mediterranee (Costa Mediterranea) o sui transatlantici e la marineria Italiana (Costa Fortuna) o sulle svariate opere d’arte cosparse per la nave (Rigamonti, Nodolini, Cioce, Vignali per Costa Mediterranea; e Accornero e Lehnart, Voltona, Grimaldi, Benvenuti, Vignali per Costa Fortuna) nulla di tutto ciò, Splendida è una nave molto bella, colpisce per la sua eleganza e sobrietà, sicuramente molto “chic”, ma ben lontana dal definirsi un’opera d’arte narrante.
Famosa per la sua scalinata di Swarovski (forse è l’attrattiva principale della nave essendo la cosa più fotografata da parte di tutti i passeggeri) è dotata di svariati locali in cui trascorrere il tempo. Quelli più caratteristici a mio avviso sono: “L’enoteca” (una simpatica enoteca disegnata come se fosse una tipica cantina toscana), il Purple Jezz Bar, La Prua, un bellissimo Bar situato a prua della nave con uno stile che rievoca i transatlantici degli anni ’30, aimè è situato sopra il casinò e la “puzza” di fumo rende impossibile la permanenza per più di 5 minuti.
Molto suggestivi sono anche i due locali “panoramici” della nave, ovvero l’Aft Lounge situato a poppa del ponte 7, e la discoteca situata al ponte 16 con una vista mozzafiato a 180° sul mare; purtroppo anche questi erano poco praticati da me, il primo era la “sede ufficiale” dei corsi di Yoga e Tai Chi, e sedersi a bere qualcosa parlando con qualcuno voleva dire attirare gli sguardi infuocati dei “yoghisti”, che giustamente pretendevano silenzio e relax. Il secondo invece essendo confinante con il miniClub era preso d’assalto da bambini e ragazzi di ogni età, quasi a sembrare nelle principali ore di navigazione un asilo o un oratorio.

Non mi è piaciuta molto, anzi affatto, la gestione degli ascensori della nave, troppo pochi e troppo scomodi. Per riuscire a prendere uno dei 4 ascensori centrali (quelli che arrivano alla reception) bisognava accendere un cerino alla Madonna… quasi sempre 2 su 4 fuori uso, ed attese assurde da perderci le serate. (Facendo un confronto in numeri, nella sola zona reception Costa Fortuna ha 10 ascensori contro i 4 di Splendida) In conclusione… scale buona parte delle volte!

Si parte! Dopo un giorno di navigazione si arriva a Bergen, saremo in grande compagnia con Costa Favolosa, Arcadia, Artania ed MSC Opera (oh…chi si rivede…) pienone quindi nella città. Prima tappa sarà la funivia che ad un’altezza di 320m sul mare permette di avere una visuale completa di Bergen; il tempo non è stato clemente quel giorno, nebbia fitta quasi da non vedere oltre la punta del naso, ma con un po’ di “fortuna” qualche foto è stata possibile farla! Si prosegue con il caratteristico mercato del pesce ed il quartiere Bryggen, inserito nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco.
Salutiamo Bergen e dopo un’altra giornata di navigazione arriviamo a Tromso, il clima incomincia a farsi sempre più freddo e la notte si posticipa sempre di più. Come buona parte dei porti norvegesi, già l’arrivo in porto è uno spettacolo, la navigazione all’interno dei fiordi è una cosa suggestiva che attira l’attenzione dei passeggeri. Scesi a Tromso la prima tappa sarà la Cabinovia, la visuale che si ha dall’alto a 421 m sul mare è qualcosa che lascia senza parole! Un paesaggio quasi incantato, magico. Scesi a valle si procede con la Cattedrale Artica, una singolare cattedrale costruita nel 1965. Generalmente paragonata alla Sidney Opera House per lo stile architettonico, la Cattedrale Artica è costruita prevalentemente in cemento armato con numerose superfici vetrate. Successivamente sarà il turno del Centro Polaria, una sorta di acquario/museo con tanto di simpatiche e socievoli “foche baffute”.
Ritornati in nave si procede con un altro giorno di navigazione, qui le cose cambiano e parecchio, oltrepassato il Circolo Polare Artico salutiamo ufficialmente la notte, da qui in poi infatti il sole non tramonterà più concedendoci lo spettacolo del “Sole a Mezzanotte”; andare a dormire diviene più una questione di abitudine che di necessità.

La vita di bordo procede tra attività di animazione ed attrattive della nave. Gli spettacoli non li ho apprezzati molto, un pò sottotono ed “identici” a quelli dell’anno precedente su Opera, e comunque “identici a se stessi” da un giorno all’altro; in complesso molto scialbi.
Arrivati a Longyearbyen possiamo dirlo, SIAMO AL POLO NORD. L’escursione pomeridiana permette di avere la mattinata libera per visitare il villaggio. Materialmente vi è poco, la Chiesa più al nord del pianeta, un’Università con annesso museo ed il centro Huski, ma a livello paesaggistico è molto suggestiva, con un’aria di “pace” che aleggia tutt’intorno, presente in tutti gli scali norvegesi.
Il pomeriggio ci sarà la prima escursione prenotata con MSC: safari al Ghiacciaio di Nordenskjøldbree e visita della città fantasma di Pyramiden.

Arrivare a pochi metri dal ghiacciaio è una cosa che toglie il fiato, se poi ad attenderti ci sono pure due orsi polari ti senti di toccare il cielo con un dito. Il silenzio regna sovrano, quasi un silenzio religioso, in cui gli unici rumori sono quelli del vento gelido e quelli dei piccoli iceberg che urtano lo scafo dell’imbarcazione.

La visita a Pyramiden inoltre è stata un tuffo nella storia, in cui ti senti di essere entrato dentro la scena di un film.
Materialmente l’escursione è stata fantastica e bellissima, formalmente invece ha messo in evidenza le lacune gestionali di MSC, tra tour escort poco dediti al loro dovere ed intenti a giocherellare come se fossero in vacanza con i passeggeri (atteggiamento questo riscontrato in altre figure di bordo).
Ritornati a bordo nel caldo tepore di MSC Splendida, si procede con la “vita di bordo”, teatro e cena. Ma le sorprese non sono finite, infatti lasciando il porto di Longyearbyen partono gli annunci fatti a nome del comandante invitando i passeggeri a recarsi sui ponti esterni perchè con la MSC Splendida saremo diretti al ghiacciaio di Nordenskjøldbree (e già….quello che ho visto in escursione) ed una volta li una lancia scenderà per prelevare un blocco di ghiaccio che verrà esposto il giorno seguente.
In tutta onestà la cosa mi ha lasciato un pò titubante, sicuramente è stata impressionante avvicinarsi al ghiacciaio con un’imbarcazione così grande ed imponente come MSC Splendida, la quale prima ha accostato di fronte la città fantasma di Pyramiden effettuando due rotazioni di 360° per permettere a tutti i passeggeri di vederla. Sicuramente (o almeno lo spero) vi erano le condizioni di sicurezza per effettuare un tale passaggio ravvicinato. Al ritorno della lancia intorno all’una di notte (di notte si fa per dire perché è giorno) si torna indietro, lasciamo a poppa il ghiacciaio ed incominciamo a “scendere”, destinazione Honningsvag che raggiungeremo dopo un giorno di navigazione.
Arrivati ad Honningsvag è d’obbligo l’escursione a Capo Nord, che dista circa un’ora di auto dal porto.
Capo Nord è comunemente (ma erroneamente) considerato il punto più alto dell’Europa continentale, caratteristico è lo strapiombo sormontato da un Globo in metallo che si affaccia sul Mar Glaciale Artico. Foto di rito, breve perlustrazione della zona e si ritorna in nave che per l’occasione non proporrà spettacoli e la cena sarà servita al buffet per tutta la notte fino alle 02 del mattino, orario di ritorno dell’ultima escursione.
Lasciamo Honningsvag durante la notte e ci attendono altre due giornate di navigazione.



Durante la prima giornata di navigazione verrà organizzato il Cocktail del Voyagers Club; nell’invito recapitato in cabina vie è scritto “Cocktail di Bentornato”. All’Aft Lounge si radunano i vari repeaters MSC con tanto di Direttore, Consulente di Crociera e Capitano che ci salutano e ci danno l’arrivederci alla prossima crociera (come come? Ho capito bene? Ma era un Cocktail di Bentornato o di Arrivederci? A metà crociera già ci stanno a cacciare?!?!). Ebbene si, da qui in poi la crociera prenderà un taglio malinconico grazie ai continui saluti che ci verranno rivolti, nonostante manchino ancora 5 giorni allo sbarco! La cosa l’ho trovata alquanto fastidiosa oltre che controproducente e puerile; nel pieno dell’allegria hanno smorzato la gioia e la voglia di svagarsi e perché no anche di “spendere”.
Inevitabilmente la seconda giornata di navigazione è “segnata” dalla giornata di saluti che l’ha preceduta e che non annuncia a smettere! Animazione e direzione di crociera sembra che siano già orientati alla prossima crociera e non cessano di fare riferimenti allo sbarco, alla destinazione successiva (l’Islanda), alla crociera che sta finendo (nonostante ci siano 4/5 giorni ancora).
Ricorrenti al teatro diventano espressioni come “speriamo di riavervi a bordo”, “ormai il bis dello spettacolo alla prossima crociera”, “se volete ad Amburgo vi rimbarcate, sapete?!? andremo in Islanda!”. L’animazione invece, con una sottile velo di ironia poco ironica, ai vari quiz e giochi per tutte le giornate a seguire ha messo in palio come premio “una crociera da dove ci troviamo ora con sbarco ad Amburgo”…e sentirselo ripetere ogni giorno ad ogni gioco vi assicuro che fa passare la voglia di giocare fino alla fine della crociera.
Ad ogni modo…diversamente da ciò che ci si vuole far credere, la crociera continua e non è finita. Si arriva a Hellesylt, qui lasceremo la nave e la ritroveremo la sera a Geiranger. L’escursione prevede un trasferimento da Hellesylt a Geiranger passando per il monte Dalsnibba. La magia di questi luoghi non trova parole per essere descritta ma va solo vissuta, dal “Lago Hornindal” il più profondo d’Europa, alle immense cascate che costeggiano le strade, alla nevicata beccata in pieno agosto in cima al monte Dalsnibba, alla visuale sul fiordo di Geiranger che si godeva dalla cima, aggiungendo lo squisito pranzo e concludendo con la navigazione nel fiordo anch’esso inserito nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità da parte dell’’UNESCO. Mi sento di dire che questa è stata l’escursione più bella, merito dell’eccezionale guida Davide, che ha saputo trasmettere la sua passione e saputo valorizzare ogni singolo luogo visitato, merito dei luoghi magici… e forse anche dell’assenza di tour escort MSC!

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Il rientro in nave non è stato dei migliori, purtroppo la coda per rientrare a bordo con le lance è durata più di un’ora, in piedi, nella piena “autogestione” dei passeggeri, tanto da far ritardare la partenza della nave.
Salutiamo Geiranger navigando nel magnifico fiordo con la promessa di tornarci, e incominciamo a pensare alla tappa successiva, Flam.
Arrivati a Flam ci accoglie una giornata parecchio piovosa, l’escursione prevede la visita ad una cascata (praticamente una doccia….sia per la pioggia che per l’acqua della cascata spinta dal vento), e successivamente la visita alle “grotte bianche”: delle ex miniere ora trasformate in attrazione turistica.
Sarebbe stato bello permanere un po’ di più dentro le grotte, considerando che erano allestite per “soggiornare” un po’ di tempo, con tanto di tavolini e rinfresco preparato apposta per noi. Ma così non è stato, 5 minuti e via; credo che tale scelta sia stata dettata dal quantitativo di crocieristi che a ciclo visitavano la grotta e che contemporaneamente la grotta non avrebbe potuto contenere tutti, peccato.

Questo evidenzia un punto controverso della crociera: la scelta della nave. Sicuramente Splendida a livello di attrattive era la nave (della flotta MSC) più indicata per tale tratta, la struttura della nave e le sue opportunità infatti permettono di svagarsi durante le numerose e “fredde” ore di navigazione. Tuttavia è molto grande, e per certi luoghi il quantitativo di passeggeri che trasporta a mio avviso è eccessivo, con i relativi problemi gestionali.
Faccio alcuni esempi; ad un mese dalla partenza per alcuni porti non vi erano più escursioni disponibili, sold out! E neanche si può pensare che ci si può organizzare autonomamente perché tali limiti sono dettati proprio dalle destinazioni. Certi luoghi sono “isolati” e sperduti (vedi le Svalbard) e ciò che il territorio possiede lo mette a disposizione, ma di più non si può. Ad esempio se sull’isola ci sono 20 bus o 30 taxi (sto sparando numeri a caso…magari sono anche meno) una volta riempiti quelli è finita, non ce n’è più per nessuno e c’è poco da fare! Se poi si aggiungono più navi insieme la situazione peggiora, vedi Bergen o anche Geiranger, in cui lo spazio del molo è limitato e più di 4000 passeggeri che attendono le lance materialmente non vi è dove farli stare.
Chiusa parentesi ritorniamo all’itinerario, lasciata Flam vi è l’ultima giornata di navigazione che trascorre tra Spa ed intrattenimenti vari. Ideale è stato fare il pacchetto SPA, considerando anche le temperature basse della crociera, è stato uno dei servizi della nave di cui ho più usufruito. Personale della Spa eccellente, un po’ meno la struttura in sé, me l’aspettavo un pò più grande considerando la nave ed i suoi passeggeri, infatti era sempre piena. La sala relax era solo “per figura”, 6 lettini sono infatti irrisori, tenendo conto del numero dei passeggeri.
Adesso la tristezza da fine crociera si fa sentire veramente, incrementata dai 4 giorni di “saluti vari” che l’hanno preceduta.
Se non fosse stato per il personale del ristorante che costantemente iniettava gioia e allegria ricordandoci che non vi era motivo di salutarci poiché ancora mancavano…5….4….3(e così via) giorni alla fine della crociera, non so che taglio avrebbe preso il resto del viaggio!

Il personale del ristorante e quello della Spa/palestra è quello che ho trovato maggiormente preparato, eccellente sotto ogni punto di vista, professionale ed umano; motivato e dedito al lavoro, cioè “Il Passeggero”. Lo stesso non posso dire per le altre figure di bordo.
Adesso la crociera volge al termine, durante la notte siamo già nei pressi di Amburgo dove arriveremo all’alba.

Tirando le somme è stata una crociera molto bella, anzi fantastica sotto alcuni aspetti; un po’ meno per altri come si può delineare dalla recensione.

Voglio concludere sottolineando i punti di forza di questa crociera:
1) L’itinerario. Senz’altro uno dei più belli ed affascinanti che vi possano essere, molto paesaggistico che stimola il viaggiatore ad un viaggio non solo esteriore ma anche interiore.
2) Il servizio di ristorazione. Non è ho parlato molto durante la recensione poiché volevo evidenzialo adesso. È stato sicuramente molto buono, soprattutto il ristorante; i menù erano sempre gli stessi ormai noti e rinoti da anni…ma devo ammettere che sia la presentazione, che la qualità che il gusto erano ad un altro livello da ciò a cui ero abituato con MSC! Ottimo! Andare a cena era una gioia, sia per il palato sia per l’animo grazie al personale, camerieri e Maitres.
3) Nave. La nave ha influito molto nella buona riuscita della crociera, come già detto le opportunità che offre sono svariate e il fatto di essere così grande sicuramente compensa le lacune gestionali si MSC in ambito hostess, escorts, direzione e spettacoli.
MSC riqualificata dopo la crociera con Opera dell’anno scorso? In parte si! Alcune note gestionali caratteristiche sono le stesse ma almeno qui vi era la nave che le copriva. 😉

Non posso concludere dando l’appuntamento alla prossima crociera… o quanto meno con MSC… visto che quando sono andato dal Consulente di crociera per informarmi mi ha detto “una volta tornato a casa vada dalla sua agenzia” ….ah!… bhè ancora non ho avuto tempo per andarci (ahahaha ☺ ).
Ad ogni modo come potete intuire qualcosa frulla in mente…con MSC e non solo… ma questo sarà motivo per salutarvi e darvi l’appuntamento alla prossima storia.

2 Comments

  1. 12 ottobre 2016 at 16:55

    Armando95 Mi dispiace contraddirti, ma la crociera aveva come unico porto d’imbarco/sbarco Amburgo!
    Infatti non è una crociera che si ripete in sequenza e che quindi prevede gli stessi porti, ma viene effettuata solo due volte l’anno a distanza di un mese una dall’altra!
    Grazie comunque per aver dato il tuo contributo e per aver letto la recensione! 😉

  2. Armando95
    12 ottobre 2016 at 16:17

    Per quanto riguarda i saluti e gli arrivederci volevo ricordarti che la nave non fa solo amburgo come imbarco e sbarco.. Ma più porti. Per questo davano gli arrivederci. Per coloro che stavano per sbarcare.

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The Author

Salvatore Lamancusa

Salvatore Lamancusa

Nato in provincia di Messina nel 1990. Con il mare negli occhi e nel cuore, appassionato di navi, automobili e “pensiero occidentale”. Cultore della “bellezza” in tutte le sue forme. In giro per il mare fin da bambino inizialmente a bordo dei traghetti che solcano lo specchio d’acqua di Scilla e Cariddi fino ad arrivare alle Crociere in giro per il mondo.
Ha studiato a Roma Filosofia specializzandosi in “Filosofia e Scienze Umane” attualmente è dottorando in Filosofia.