Un numero su tutti: 230 progetti firmati in 60 anni di attività e i prossimi comprendono anche le futuristiche quattro navi della serie world class che Msc crociere metterà sul mercato a partire dal 2022, con forme avveniristiche e architetture ispirate alle città del futuro. La storia dello studio di progettazione De Jorio design international di Genova, fondato nel 1956 da Giuseppe De Jorio, tutta sul mare, attraversa da protagonista la fase di passaggio dai liners alle navi da crociera, accompagna l’evoluzione dei traghetti, parla di yacht di lusso. Inizia nei primi anni anni ’60, quando l’architetto iniziò a lavorare alla progettazione di navi passeggeri come consulente della flotta Lauro e diventa quella dei figli Marco e Vittorio entrati negli anni ’80 e oggi al timone. “La nave più bella? Per noi è sempre quella che deve venire” chiosa Marco De Jorio, presidente e Ad dello studio, passeggiando sulla “Msc Bellissima”, la nuova ammiraglia di Msc, mentre anticipa la prossima sfida con le navi della serie world class: giganti da quasi 7000 passeggeri, più cabine con balconi sul mare, e una forma a ipsilon, più “aperta” sul mare. “Stiamo progettando una nave che strizza l’occhio al futuro – racconta De Jorio – alle città del futuro. Con sperimentazioni architettoniche più spinte, sarà un’armonia di diversità”. Per gli architetti delle città galleggianti la collaborazione con Msc Crociere partita nel 2003 con Msc Lirica, suggellata con 13 navi, continua ed è un impegno a tempo pieno, ma lo studio De Jorio ha appena progettato anche uno yacht da 45 metri per i cantieri Sanlorenzo, che sarà varato a maggio e i nuovi uffici di Grimaldi holding a Genova. Nella storia di De Jorio gli yacht non sono una novità. Nel 1975 Giuseppe De Jorio vinse il Lloyd’s trophy per la progettazione del motoryacht “Mohamedia” da 48 metri per il finanziere arabo Adnan Kashoggi per il quale qualche anno dopo realizzerà anche i piani generali per il “Nabila”. Porta la firma di De Jorio anche il progetto dei cruise ferries degli anni ’90 del Gruppo Grimaldi, ma anche unità di Minoan lines, Tirrenia e Grimaldi Napoli.

La cosa più difficile da progettare su una nave? “Ad esempio il teatro per il Cirque du Soleil su “Bellissima”: è stato difficile rendere fattibili le loro richieste tecnologiche, superando i limiti imposti da una nave – spiega Marco De Jorio -. La più divertente? Quando puoi esprimere i due linguaggi: inventare e fare, come nelle promenade dove devi armonizzare tante aree diverse con diverse esigenze. Richiede un coordinamento maggiore ma è divertente perché devi esprimere un’immagine di città sperimentando linguaggi architettonici”.

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Federico Manera

Federico Manera

Sono nato nel 1988 nella provincia di Torino. Appassionato di navi fin dai primi anni di vita, dal 2009 ho deciso di condividere con il popolo del web il mio interesse, costruendo giorno dopo giorno un sito che possa essere utile a chi decide di navigare, per vacanza, per lavoro o per passione. Mi sono occupato per molti anni della creazione di contenuti multimediali (video, web e grafica). Oggi lavoro nel turismo.