Erano montate al contrario le ventole dell’impianto antincendio del traghetto Napoli-Palermo che nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2009 rischio’ di affondare a causa del divampare delle fiamme in un garage. Una perizia ordinata dalla procura di Palermo ha appurato che gli impianti che dovevano spingere lo schiumogeno dentro la pancia della motonave Tirrenia Vincenzo Florio, in realta’ lo spingevano verso l’esterno, forse a mare. In sostanza non servivano a niente.
L’incredibile scoperta dell’ingegnere Renato Magazzu’, avvenuta nei giorni scorsi, spiega in parte perche’ l’incendio che divampo’ esattamente due anni fa non fu domato, duro’ 24 ore e stava per affondare la nave. Rischiarono di morire i 513 passeggeri e i 53 membri dell’equipaggio, evacuati a bordo delle scialuppe di salvataggio e salvi per miracolo. Gli esperti nominati dai pm Maurizio Scalia e Carlo Lenzi e dal Gip Luigi Petrucci, che ha ordinato un incidente probatorio, stanno cercando di individuare le responsabilita’ dell’incendio devastante.
Ora la procura svolgera’ un supplemento di perizia e d’inchiesta. Cinque finora gli indagati, fra cui il comandante e due ufficiali di bordo e due camionisti, conducenti dei mezzi da cui si sarebbero sprigionate le fiamme.
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videonavi
9 anni fa

Estremamente grave, direi.

Anonymous
Anonymous
9 anni fa

Secondo le regole di navigazione sui traghetti i mezzi che vengono imbarcati dovrebbero avere il serbatoio con pochi litri per le norme di sicurezza ma chi rispetta ciò nessuno.Il fatto che la nave aveva le ventole montate è una cosa molto grave.Lasciamo alla magistratura appurare i fatti .