Un lettore, G., ci suggerisce un metodo per riportare la Concordia a galleggiare. Vi posto la sua mail, il metodo è molto interessante, non sono a conoscenza dei costi della resina in questione…
Cosa ne pensate? Grazie G. per averci dato questa idea!

(vi ricordo che stiamo solamente pensando a vari modi in cui sarà, forse, possibile recuperare la Concordia, non sono un addetto ai lavori per cui prendete questi post come semplici discussioni tra appassionati!)

Suggerimento da valutare meglio nei suoi concreti effetti per il sollevamento  della nave Concordia di Costa Crociere:

-INIETTARE CON NUMEROSI TUBI UNA ADEGUATA QUANTITA’ (‘ABBONDANTE PER LE
DIMENSIONI DEGLI SQUARCI E DELLA NAVE)  DI RESINA POLIUREATANICA
IDROESPANSIVA
(CHE E’ INIZIALMENTE ALLO STATO LIQUIDO) IN TUTTI I SETTORI O PIANI INTERI
DELLA NAVE DOVE SONO GLI SQUARCI. LA RESINA POLIURETANICA IDROESPANSIVA HA LA
PROPRIETA’ DI INCREMENTARE IL SUO VOLUME DELL’800% AL CONTATTO CON L’ACQUA.
AUTOMATICAMENTE LA RESINA OCCUPEREBBE GRAN PARTE DEL VOLUME OCCUPATO PRIMA
DALL’ACQUA (CHE NATURALMENTE TRABOCCHEREBBE ALTROVE). POI SI TRATTERA’ SOLO DI
ASPIRARE
L’ACQUA DALL’INTERNO DELLO SCAFO E DI GOVERNARE LA NAVE CON I SUOI STESSI
MOTORI
(PERCHE’ E’ TROPPO GROSSA PER ESSERE TRAINATA). iNSOMMA PENSO CHE DOVREBBE
GALLEGGIARE DA SOLA ANCHE SE IN MODO OVVIAMENTE UN PO’ PRECARIO. POI TUTTO
DIPENDE DALLE CONDIZIONI OPERATIVE IN LOCO.

NON SO, MA MI SEMBRA UNA BUONA IDEA.

17 Comments

  1. ingargeom@libero.it
    5 Febbraio 2012 at 13:01

    si batte GOLIA in tre ore diretta televisiva dopo la preparaziome. basta inserire palloni sgonfi e inerti all'interno per un volume pari a circa al peso dello scafo.. si comincia a gonfiare quelli lato costa e congiuntamente leva sul fulcro “fondale” e funi passanti sull'appogio sulla nave gemella e/o similari in maniera d'avere 80 90 mt di braccio per cui i rimorchiatori moltiplicano per h la forza

  2. Anonymous
    3 Febbraio 2012 at 17:36

    La soluzione piu'interessante e da approfondire è senzaltro quella dell'utilizzo della Saipem 7000 e della Thialf. Operazione fattibile se fossero disponibili,se il fondale è sufficente dato il pescaggio notevole che hanno.
    Per il sollevamento e rotazione della nave in teoria non ci dovrebbero essere problemi, la Concordia ha un dislocamento sulle 30.000 Tonellate .Le quattro gru sollevamo 28.000 Tonellate dato che la nave è parzialmente affondata il suo peso viene ridotto secondo la legge di Archimede. Operazione successiva dopo lo svuotamento dei serbatoi di carburante è chiudere lo squarcio sulla fiancata.Preparare con un'apposita armatura i 50-60 metri della falla come viene fatto per un muro o soffitto di una casa,poi con colate di cemento appropriato chidere il tutto.Svuotare dall'acqua i locali allagati e procedere al sollevamento utilizzando anche sistemi di galleggiamento gonfiabili. Interessante sarà la soluzione adottata.

  3. Anonymous
    1 Febbraio 2012 at 19:46

    Ragazzi penso che l'idea di fare leva sia vana perkè la nae è completamente coricata su un lato en inoltre piena d'acqua quindi più pesante di quanto già lo sia.
    Metterla drittà è un impresa proporrei di contornarla sul fondale di appoggio di palloni in elio(come quelli per recuperare reperti) ovviamente di giuste misure per tenerla a galla e spostarla dal dirupio dove rischia di scivolare. Sarebbe più facile per una nave di recupero trasportarla anche perchè si svuoterebbe almeno della metà sollevandola. Fare leva dovendo vincere il peso aggiunto dell'acqua su un fondale instabbile la vedo dura

  4. Anonymous
    1 Febbraio 2012 at 12:01

    Ho letto l'ultima proposta per il recupero mi pare sia una idea concreta da valutare e perfezionare per una possibile attuazione.
    Queste piattaforme non devono sollevare tutto il peso della nave perchè secondo il principio di Archimede
    “Un corpo immerso (totalmente o parzialmente) in un liquido riceve una spinta (detta forza di galleggiamento) verticale pari al peso di una massa di liquido di forma e volume uguale a quella della parte immersa del corpo
    Auguro venga presa con urgenza una decisione per questo racupero

  5. BRUNO ANGELO CARAZZA
    1 Febbraio 2012 at 11:20

    Per il recupero utilizzare la SAIPEM 7000 + la THIAF una a poppa l'altra a prua – cementificare la falla imettere nei locali allagati palloni o cose simili gonfiabili nel medesimo tempo svuotare con pompe adeguate dove e possibile le parti invase dall'acqua. A seguire intervenire con le 4 gru delle due piattaforme effettuando un minimo sollevamento seguito da una graduale rotazione

  6. 31 Gennaio 2012 at 14:12

    questa è l'unica fattibile mandate la richiesta dell'abbozzo in pdf i cui si è stimato il peso attuale in 300.000 T a ingargeom@libero.it– Attualmente 12 colleghi tecnici hanno avallato tale idea che forse non sarà seguita in quanto Costa poco, è celere è italiana. Brevemente indico che necessita l'apporto della nave gemella per avere un braccio di leva di 70 90 metri e fulcro sul fondale….

  7. Anonymous
    30 Gennaio 2012 at 18:11

    Guardate che la SAIPEM 7000 solleva fino ad un massimo di 14.000 Tonnellate. La Concordia supera le 100.000 Tonnellate !!!

  8. gaetanoingar
    29 Gennaio 2012 at 13:34

    Noi italiani orgogliosi e fieri di Costa Crociere, coinvolta per un errore di un dipendente in un incidente, si riabilita se riesce in 15 giorni a raddrizzare la nave con un idea da me suggerita e verificata su modello in scala. L'idea si basa su un principio di leva sulla nave gemella e fulcro sul fondo marino per cui abbiamo un “braccio di circa 90 metri

  9. Anonymous
    25 Gennaio 2012 at 16:11

    per radrrizare la nave bisogna usare delle mongolfiere di grande portata attacati al latto sfondato della nave . per non ribaltare la nave bisogna contornare la nave con volumi (cisterne) o con volumi gonfiabili che non permeterano la nave di ribaltare e aiuterano le mongolfiere. posibilmente di ripristinare il fondo della nave, cosi la nave rimane a galeggio.
    le mongolfiere bisogna controlarli elettronicamente, e devono avere anche un controlo di slaciamento elettronico del cavo , se dovrebe prendere tropo volo.
    tudor 3203625880

  10. Moffa Marchetti Diego
    20 Gennaio 2012 at 15:47

    sono un geometra la tua idea è molto buona è venuta anche a me ma invece che delle corde e dell'aciaio si dovrebbe ro usare oltre l'aciaio degli elastici fortissimi che evitano l'effetto spezzamento e riportino indietro il tuttu in caso di spostamento moffa marchetti diego

  11. 19 Gennaio 2012 at 20:41

    Non Sono un ingeniere, sará agli esperti a valutare la mia idea. penso che onde evitare che la nave affondi tramite a situazione climatica e statica, sarebbe possibile attraccare il relitto come in un porto tramite delle catene o corde ai punti da essa giá presenti se necessario addiritura con attacchi supplementari tramite saldature. A terra naturalmente montare degli attacchi sulla roccia. Se è necessario dovrebbero farlocosi che la dovrebbero intrapporarla come la storia di Guliver modochè momentaniamente non si sposti più di tanto e dare a chi unque il tempo di lavorare on tranquillità e qualitá professionale. saluti francesco svizzera

  12. Anonymous
    19 Gennaio 2012 at 00:19

    Salve a tutti.
    rientrando a casa mia moglie ha suggerito la teoria dei vasi comunicanti, che secondo me non è affatto una cattiva idea. visto che domani la situazione meteorologica peggiorerà, se si piazza un perimetro attorno alla nave e poi internamente si inseriscono delle pompe per eliminare l'acqua, come prima cosa il mare agitato non va a influire i soccorsi e non la fa più scivolare nella faglia, per di più si possono recuperare i carburanti senza nessun pericolo per l'ambiente. Può sembrare una cosa folle ma potrebbe con aiuto essere migliorata e funzionare.

  13. Anonymous
    18 Gennaio 2012 at 19:47

    SPERO VIVAMENTE CHE LA SOLLEVINO COSI' COME TU DICI,ALMENO LAVEREMMO I PANNI SPORCHI IN CASA VISTA LA FIGURACCIA CHE ABBIAMO FATTO IN TUTTO IL PIANETA.

  14. 18 Gennaio 2012 at 16:13

    La nave sarà sollevata dalla nave piattaforma Saipem 7000,(tecnologia tutta italiana) l'unica nave al mondo che può sollevare una nave di quelle dimensioni, staremo a vedere.

  15. Anonymous
    17 Gennaio 2012 at 21:01

    Maurizio 65 tornitore esperto……..

  16. Anonymous
    17 Gennaio 2012 at 21:00

    Molta fantasia ma difficile da atture sia l'una che l'altra soluzione .
    La prima soluzione farebbe scempio di tutto l'interno della nave che andrebbe recuperata con potenti sabbiatori ma le tubazioni ed i cavi e le loro intercapedini sarebbero compromesse e la nave state sicuri che sarà riutilizzata , magari la comprerà qualche ricco armatore o qualche società che deciderà di investire soldoni .
    La sacca che imbraga tutta la nave è pura fantasia !
    Secondo me andrebbe ancorata con dei robusti cavi all'isola x non farla scivolare , poi svuotare quanto prima i serbatoi e tutto quanto c'è di inquinante , tappare la falla , mettere dei palloni all'interno dei vani allagati che una volta gonfiati permetteranno di recuperare i vano vuoti , prima credo che la parte alta della nave vada alleggerita x favorire il ritorno alla linea di galleggiamento ,
    un avoro di mesi !!!

  17. Anonymous
    17 Gennaio 2012 at 18:30

    BISOGNEREBBE ISOLARE LA NAVE CON UN MAXI TELONE ROBUSTO FATTO TIPO A SACCA CHE PARTE DA SOTTO E RIVESTE TUTTO IL CONTORNO DELLA CONCORDIA ISOLANDOLA DAL MARE, COSI' PERMETTENDO L'ASPIRAZIONE DELL'ACQUA E LA RIMOZIONE DEL CARBURANTE EVITANDO LA FUORIUSCITA E L'INQUINAMENTO. KATIA 72

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Admin Videonavi

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Sono nato nel 1988 nella provincia di Torino. Appassionato di navi fin dai primi anni di vita, dal 2009 ho deciso di condividere con il popolo del web il mio interesse, costruendo giorno dopo giorno un sito che possa essere utile a chi decide di navigare, per vacanza, per lavoro o per passione. Mi sono occupato per molti anni della creazione di contenuti multimediali (video, web e grafica). Oggi lavoro nel turismo.