Mi sono occupato molte volte di questa nave e ho sperato fino all’ultimo che venisse recuperata, in onore “dei vecchi tempi”. Ma si sa, molto spesso è più facile buttare via piuttosto che cercare di recuperare e rendere un nuovo gioiello il passato. E stata venduta a un cantiere turco per 2,5 milioni di euro e per essere “tagliata”. Il suo metallo verrà recuperato per altri impieghi…

Vi posto alcuni scatti molto belli, le foto sono di Mistura Pura, nome d’arte di Federica Grappasonni, dj, produttrice discografica, art director e pubblicista appassionata di telefilm americani anni ’70 al punto da dedicargli una serie di tributi musicali, video e fotografici.

L’INTERVISTA AL COMANDANTE:

“No, guardi, non è giusto. I simboli non andrebbero mai abbattuti”. Più che arrabbiato, è mortificato il comandante della “Pacific” Benedetto Lupi. Lui che dopo una vita passata per i mari del mondo a comandare navi aveva accettato la chiamata degli spagnoli della “Quail Cruises” non pensava proprio che la “sua” Pacific sarebbe finita in demolizione. Trent’anni alla società Italia (comandante in seconda della Raffaello), poi dodici nel Mare del Nord a comandare la flotta dei velocissimi “Superseacat”, Lupi aveva accettato la chiamata della “Quail” anche per riavvicinarsi alla Liguria. Lui, varazzino doc, chiamato a seguire i lavori di restyling della nave destinata a una nuova vita. E invece, comandante, che cosa è successo? “Che i lavori si sono fermati perché il cantiere chiedeva di essere pagato. Ma anche quando il tribunale ha messo la nave all’asta, non ho mai pensato che potesse finire in demolizione”. Lei è comandante da due anni, come ha vissuto questo periodo? “Ho cercato di svolgere il mio compito nel migliore dei modi, presidiando una nave che avrebbe ancora molto da dare a questo mercato”. Ma ci sono grandi problemi, a cominciare dall’amianto. E poi c’è la stazza, ormai troppo piccola rispetto alle navi oggi in servizio. Chi poteva essere interessato? “In tanti. E infatti fino all’ultimo sono stati parecchi i soggetti che si sono avvicinati. C’era un lavoro importante da fare. E poi bisognava completare l’allestimento. Ma parliamo di qualche milione di euro. Ci sarebbe voluto un imprenditore con la voglia di rischiare, ma anche un po’ romantico. Poi il business sarebbe rinato. Ma se lo immagina lei far navigare di nuovo la Love Boat? Itinerari anche ridotti, ma con la capacità di arrivare con una nave così piccola in posti dove nessuno arriva”. Si era anche parlato di una sorta di hotel galleggiante. “Ma sì, anche quello sarebbe andato bene. Questa nave poteva essere una ottima location per cerimonie ed eventi, anche se la sua vocazione resta quella del mare. Guardi questo corridoio che sale e si piega. Noi lo chiamiamo il cavallino, perché ricorda la schiena dell’animale. Guardi invece i corridoi delle navi di oggi, sembrano quelli degli hotel. Perché questo, oggi, sono le navi, grandi hotel galleggianti, dove non si riesce quasi nemmeno a distinguere la poppa dalla prua”.

2 Comments

  1. 9 Marzo 2012 at 09:34

    E' proprio vero, Marco, la Voyager è una nave a portata d'uomo.. Eppure sembra proprio che agli ospiti non piaccia. Preferiscono i container con finestre quali Serena&Co.

  2. 9 Marzo 2012 at 00:01

    tristissima notizia.
    mitigata solo dal fatto della “umana” voyager, che va a rimpiazzare quegli obbrobri colossali ( e dal baricentro troppo in alto) stile concordia.

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Admin Videonavi

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Sono nato nel 1988 nella provincia di Torino. Appassionato di navi fin dai primi anni di vita, dal 2009 ho deciso di condividere con il popolo del web il mio interesse, costruendo giorno dopo giorno un sito che possa essere utile a chi decide di navigare, per vacanza, per lavoro o per passione. Mi sono occupato per molti anni della creazione di contenuti multimediali (video, web e grafica). Oggi lavoro nel turismo.