Legambiente punta il dito sul nuovo mezzo veloce della Corsica Ferries, accusato di provocare grosse onde che vanno ad infrangersi contro le spiagge di Portoferraio. Lo stesso fenomeno, più attenuato, avveniva negli anni scorsi quanto la nave gialla passava a nord dell’Elba diretta da Piombino in Corsica. Ma Legambiente chiede di cambiare mezzo o ridurre la velocità. «La Corsica Express Seconda ha causato disagi che hanno coinvolto bagnanti, diportisti e pescatori – afferma Umberto Mazzantini, responsabile Legambiente per le isole minori – e a pochi giorni dall’avvio del servizio, le proteste crescono e sembra chiaro che questo tipo di nave non è compatibile con una tratta così breve e con una costa così delicata ed antropizzata. Ci chiediamo perché non sia possibile limitare la velocità con la quale la nave transita nel golfo di Portoferraio dato che arreca problemi di sicurezza per i bagnanti e le piccole imbarcazioni. Ci preoccupa che navi con questa stazza e velocità transitino nel Santuario dei Cetacei e lungo coste del Parco. Non si può parlare di “isole slow”, di gusto per la lentezza, di far trovare ai turisti un’isola dove non si vive la vita frenetica del “continente” – conclude Mazzantini – e poi sacrificare tutte queste belle parole, la tranquillità dei bagnanti e la sostenibilità della magnifica baia di Portoferraio, già intaccata da un traffico marittimo sostenuto, solo per risparmiare qualche minuto sul viaggio».

Ma la compagnia corsa non la pensa allo stesso modo. «La nostra nave non è sovradimensionata – dice l’amministratore delegato di Corsica Ferries, Euan Lonmon – ma moderna e alimentata da carburanti a basso impatto ambientale. Rispettiamo tutte le regole della navigazione e siamo in costante contatto con le autorità per le onde provocate dal nostro mezzo. Tuttavia – continua Lonmon – ogni nave crea dei moti ondosi e penso che un grande yacht possa avere effetti peggiori».
La nave della compagnia corsa, al traverso dello Scoglietto, transita ad una velocità di circa 18 nodi. «Il comandante e gli ufficiali conoscono molto bene la situazione – spiega Lonmon – e tolgono potenza ben prima del punto prescritto dalla capitaneria, disattivando l’idrogetto principale. Vogliamo offrire all’Elba un servizio che si integri perfettamente con l’equilibrio ambientale, che non crediamo assolutamente di turbare. Abbiamo a cuore il Santuario dei Cetacei su cui navighiamo da sempre, anzi spesso a bordo delle nostre navi ospitiamo ricercatori che lavorano sulle specie protette».
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Matteo
Matteo
8 anni fa

A regola no se passa a 18 kn

MrTuttotrasporti
8 anni fa

bello complimenti…
ma fa così tante onde sto corsica express??