Piombino

Sembrava tutto pronto e deciso, ma un cavillo burocratico sembra mettere in dubbio la scelta del porto di Piombino per lo smantellamento del relitto. Il provvedimento del Governo di venerdì scorso affidava tutte le competenze alla Protezione civile, ma una legge di recente emissione prevede che questa può assumere pieni poteri solo in caso d’emergenza e la Costa Concordia, naufragata più di un anno fa, non rientra più in questa casistica. Per cui pare siano sorti problemi per avviare i lavori per l’abbassamento dei fondali del porto. Le operazioni sono state bloccate e non si sa quando ripartiranno. In queste condizioni i lavori potrebbero non essere conclusi per l’autunno, quando la nave sarà pronta per lasciare l’isola del Giglio. Di fronte alla situazione che si è andata a creare la Costa Crociere potrebbe optare per un nuovo porto (Palermo o in Turchia) mandando in fumo le speranze del presidente regionale Enrico Rossi, il quale si era battuto dal primo momento per lasciare che queste operazioni restassero in Toscana. Fiducioso, invece il ministro dell’ambiente Corrado Clini, che in una nota sottolinea che quale “rifiuto” la Costa Concordia deve essere portata nel porto più vicino per essere bonificata e smaltita. La situazione rimane, però, in stallo: il governo non può emettere decreti al momento, o la Concordia viene dichiarata un’emergenza dando ampio spazio alla Protezione civile o bisogna nominare un commissario straordinario a cui dare pieni poteri.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti