moby aki

Giusto la scorsa settimana due amici mi raccontavano che questa estate avevano prenotato con Moby per fare camping on board e la Compagnia li ha contattati tre volte durante la vacanza e prima di partire cambiandogli destinazione, tipologia di biglietto e nave – “per problemi tecnici non ci sarà la nave del camping on board ma vi offriamo un posto su Livorno con la Moby Aki, dandovi una cabina”. Questa solo l’ultima telefonata. Cose analoghe anche all’andata.

E adesso alcuni di voi mi segnalano questo articolo, di ieri sera. Ma mi chiedo.. Che sta succendo, Moby?

CIVITAVECCHIA «Prigionieri» sulla nave sbagliata Mille passeggeri dirottati su una imbarcazione più lenta: l’arrivo a Olbia sette ore più tardi del previsto

ROMA – Dev’essere una strana sensazione assistere inermi dal molo del porto, biglietto di imbarco in mano, alla propria nave che salpa per una destinazione diversa da quella preventivata, senza aver avuto neanche la possibilità di salirvi a bordo. Uno spettacolo che prima ha sconcertato, poi ha scatenato l’ira degli oltre mille passeggeri della Moby Aki, la nave veloce che alle 15.30 di ieri sarebbe dovuta partire per Olbia e invece è andata a Genova.

I «legittimi» passeggeri sono stati fatti salire su un’altra motonave del gruppo, la Moby Vincent, che però ha lasciato il molo solo alle 17, di ore ne impiega 8 e in Sardegna è arrivata alle 3 di notte, anziché alle 20.30 come avrebbe fatto la «titolare» della rotta. E tutto questo i mille possessori del biglietto l’hanno scoperto solo a bordo. Le proteste sono poi diventate lite con il personale della nave quando qualcuno ha chiesto di scendere, ma gli è stato impedito perché ormai le auto erano tutte già entrate nella pancia della nave e svuotarla non era più possibile.

Per calmare gli animi è intervenuta anche la polizia e il comandante ha accordato condizioni più accoglienti per gli involontari passeggeri. Poltrona o cabina anche per chi non ne avrebbe avuto diritto (la nave è partita quasi al limite della capienza), più la prospettiva di un rimborso per i disagi. Salvo che di questa promessa all’ufficio clienti – contattato dal Corriere – non ne hanno notizia, anzi escludono che sia possibile attivare una procedura del genere. «Il cambio di nave? Motivi tecnici…». Con buona pace dei mille.

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