Dopo anni di immobilismo totale, finalmente il cabotaggio del Mediterraneo europeo torna a muoversi. E l’Italia, molto più delle concorrenti Spagna, Francia e Grecia, sta svolgendo un ruolo da protagonista assoluta. Gli stabilimenti di Fincantieri hanno ripreso a lavorare a pieno regime, però solo dal lato crocieristico che va a gonfie vele. Ed i traghetti? E’ vero che i primi anni del 2000 hanno visto le principali flotte armatoriali rinnovare completamente il proprio naviglio, per adeguarlo ai nuovi strandard europei, quindi ancora beneficiamo di questi cambiamenti repentini che hanno portato nei nostri mari dei veri bestioni di tecnologia; pertanto è anche vero che forse dobbiamo aspettare qualche lustro ancora, prima che qualche armatore torni ad investire nel settore dei traghetti. Ma allora perché il trasporto marittimo “ferry” è così in fermento? Ogni giorno leggiamo di compagnie che annunciano nuove navi e nuove rotte, constatando che il mercato è in fermento e la concorrenza aumenta a suon di prezzi sempre più bassi.

Se però i traghetti non vengono costruiti, da dove spuntano fuori queste navi? Seguitemi in questa bella panoramica, perché scopriremo che in realtà questi traghetti in realtà sono sempre gli stessi 😉

Partiamo dalla protagonista indiscussa di questo inizio di 2016: Grimaldi Lines; sicuramente la flotta più moderna attualmente in circolazione in Italia, è quella che più punta sul progetto delle Autostrade del Mare. Di qui l’inserimento da tempo dell’Europalink tra Livorno e Palermo, figlia della consociata Finnlines dei mari del Nord: da inizio anno già è ormai possibile raggiungere il porto di Olbia da quello labronico con lo Zeus Palace grazie al nuovo terminal Grimaldi in altra darsena rispetto alla stazione marittima di Calata Carrara, dove spazi non ce ne sono più; proprio in questo weekend è stata inaugurata, inoltre, la Civitavecchia Olbia con l’attuale Cruise Olbia, ex Bimini Superfast; ed ecco subito arrivare l’ultima novità: il Cruise Smeralda: altri non è che il caro Ikarus Palace che andrà a raddoppiare la Livorno Olbia sotto nome, rotta e comparto diversi.

Un altro ritorno nei nostri mari è un acquastrada di cui si erano oramai perse quasi le tracce a causa della crisi greca. Ricordate Aliso e Asco, le due navi veloci che SNCM Ferryterranee aveva fatto costruire per collegare i porti francesi ed italiani con la Corsica? Ebbene quest’ultimo, passato da quasi 15 anni alla Nel Lines per collegare le isole greche in Egeo sotto il nome di Panagia Thalassini, torna ora in Italia tra Catania e l’Isola di Malta sotto il nome di Kalli P.

Già, l’abbiamo appena nominata, la SNCM? Ma che fine ha fatto la gloriosa e poetica compagnia di stato francese che garantiva i collegamenti tra Marsiglia e la Corsica? Sembra brutto dirlo, ma il marchio non esiste più. La livrea non ha più i colori che richiamano le tonalità del mar Mediterraneo, ma è diventata rosso acceso. E, soprattutto, non esiste più né il nome né il brand SNCM: cari amici, questa estate, se volete viaggiare pensando a rimpinguare le casse statali francesi (ben ricordando che Corsica Sardinia Ferries si conferma sempre di più una garanzia senza precedenti nel settore dei trasporti marittimi privati), dovrete digitare su google le parole “Corsica Linea”. Le navi sono le stesse, perlomeno quelle poche che sono rimaste: Jean Nicoli, Pascal Paoli e Paglia Orba. Purtroppo, dopo l’incidente che mise ko il Napoleon Bonaparte a Marsiglia e ne aprì la cessione definitiva alla Grandi Navi Veloci di Genova sotto il nome di Rhapsody, anche il Danielle Casanova e Monte Cinto risultano ferme da tempo ed utilizzate solo come unità suppletive estive; il Corse è in vendita da tempo poiché la sua penuria di cabine non la rende molto adatta ai nuovi standard di navigazione notturna. Rimane il caro buon Mediterranee a tenere alto lo scettro tra i traghetti della vecchia guardia, ma come reggere di fronte al supporto che la compagnia complementare La Meridionale fornisce ai collegamenti con la Corsica? Non è un caso che la flotta di quest’ultima sia composta da un naviglio molto simile a quello della Corsica Linea: il Girolata è una ex gemella del Jean Nicoli fin tanto che entrambe erano in seno alla Minoan in Grecia; Piana è basata sullo stesso progetto del Pascal Paoli ed infine il Kallistè somiglia incredibilmente al Paglia Orba. Sarà forse un caso?
Ma le novità per la Corsica non sono finite: l’estate del 2016 sarà la prima che la neonata Corsica Maritima affronterà in regime di libera concorrenza, un pò come si è tentato di fare in passato in Italia con Saremar prima e GoinSardinia dopo (sperando che gli esiti però siano differenti). Chiaramente le due navi impiegate dalla compagnia voluta da politici ed imprenditori isolani non può reggere la competizione con le già ben affermate Moby, Corsica Sardinia Ferries, La Meridionale e Corsica Linea, ma diciamo che soprattutto gli autotrasportatori potranno dormire sonni tranquilli anche in estate senza dover sperare che i turisti non invadano gli spazi di garage destinati al gommato pesante.

E se un altro pezzo di storia italo francese si sposta dall’altra parte del Mediterraneo (il Via Tirreno di Tirrenia, poi ristrutturato da SNCM sotto il nome di Scandola ed ora venduta definitivamente a Baleria per i colleamenti Denia – Baleari), c’è chi invece punta su stesse rotte con nuove navi. E’ il caso della Onorato Armatori, la società corporate di C.I.N. (Compagnia Italiana di Navigazione) che controlla Tirrenia, Moby e Toremar: Moby Zaza e Moby Kiss sono in cantiere per raddoppiare la Livorno Bastia in estate assieme all’intramontabile Moby Vincent e per inaugurare a giugno la Nizza Bastia, raro esempio di rotta interna francese coperta da un armatore italiano. Inoltre il Moby Tommy uscirà dai cantieri di Napoli con 209 cabine in più, che la porteranno ad aumentare notevolmente la propria capacità passeggeri.

Infine c’è davvero poco da dire sulle navi gialle, l’unica azienda che ha sempre confermato e mai abbandonato le proprie rotte anche quando la crisi ha attanagliato tutto il settore. Il Mega Andrea è stato sottoposto ad importanti interventi di ristrutturazione interna che l’hanno resa simile a tutte la altre navi della flotta Corsica Sardinia Ferries. Manca solo il futuro Mega Express 6, che arriverà nei prossimi mesi nel Mediterraneo, basata sul progetto delle attuali Moby Wonder e Moby Aki.

Insomma, l’estate è alle porte ed il settore è in fermento: il “navimercato” è stato davvero movimentato negli ultimi mesi: statene certi che ne vedremo delle belle!

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