Uno dei libri che un vero appassionato di mare e navi deve assolutamente leggere è Novecento, il monologo teatrale di Alessandro Baricco che è poi diventato il celebre film “La leggenda del pianista sull’oceano” diretto da Giuseppe Tornatore.

novecento-leggenda-pianista-oceano

Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, ancora neonato, viene abbandonato nel piroscafo Virginian, sul pianoforte della prima classe. Viene trovato per caso da Danny Boodman, un marinaio di colore che gli farà da padre fino all’età di otto anni, quando morirà in seguito a una ferita riportata durante una burrasca. Il bambino scompare misteriosamente nei giorni successivi alla morte di Danny a causa di un’ispezione della polizia sul piroscafo e quando ricompare incomincia a suonare il pianoforte.

Egli incontra il narratore, anche lui musicista, all’età di ventisette anni, quando questi viene assunto come trombettista sul Virginian. Questo è l’inizio di una sincera e duratura amicizia, la quale non finirà nemmeno con l’abbandono della nave da parte del narratore. Danny Boodman T.D. Lemon Novecento viene descritto dal narratore come un uomo con grandi capacità di apprendimento, che vive attraverso i desideri e le passioni altrui, che si realizza con la musica, che vive sospeso tra il suo pianoforte e il mare, con il quale è in grado di rivivere ogni viaggio, ogni sensazione gli venga raccontata dai passeggeri del piroscafo.

Dalla musica, ma più specificamente dal pianoforte, non troverà mai la forza di svezzarsi, non riuscirà mai a superare la paura di amare e di crearsi delle radici, sopraffatto dalla paura di non riuscire a vedere neanche lontanamente una fine nel mondo al di fuori del piroscafo; perciò dedica la sua esistenza a suonare allo scopo di sgravare i cuori dei passeggeri dalla paura dell’immensità dell’oceano. Piuttosto che raggiungere un compromesso con la vita, preferisce incantare i propri sogni, le proprie speranze, e lasciarsi esplodere, una volta che va dismesso, col transatlantico che per tutta la vita ha conosciuto i suoi timori e custodito i suoi desideri.

 

ALCUNE CURIOSITÀ PER INTENDITORI DI NAVI E MARE:

È esistito davvero un transatlantico chiamato RMS Virginian, varato nel 1905 e smantellato intorno al 1954. Aveva una ciminiera con i colori delle navi di linea della compagnia Allan (nera in cima, seguita da una striscia bianca, per il resto rossa). Svolse perfino un ruolo di primo piano nella vicenda dell’affondamento del Titanic, nell’aprile del 1912: si trovava infatti in prossimità del disastro, e stabilì un contatto radio con la nave.

Il salone in cui Novecento suona il piano ha una cupola simile a quella che la SS Mauritania aveva durante le proprie traversate oceaniche.
Per realizzare gli esterni del Virginian si è tratta ispirazione dai progetti della RMS Lusitania e della sua nave gemella, la RMS Mauretania.

Nella scena dove il trombettista è in preda ai conati di vomito nel corridoio della nave a causa del mare in burrasca, c’è un clamoroso errore di sincronia tra immagini e movimenti, infatti mentre l’inquadratura simula un’inclinazione a sinistra, l’attore va a sbattere sulla parete destra.


 

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti