In un mondo (per fortuna) sempre più sensibile ai cambiamenti climatici e all’ambiente, il Giappone ha varato per la prima volta nella storia mondiale una nave per il trasporto di idrogeno. La Suiso Frontier è lunga 116 metri, ed è dotata di un serbatoio a doppio guscio isolato sotto vuoto prodotto da Harima Works, capace di contenere 1.250 metri cubi di idrogeno liquido stoccato alla temperatura di -253 °C.

La nave è il frutto dell’unione delle società Kawasaki, Iwatani Corporation, Shell Japan e Electric Power Development Co.

L’obiettivo è creare un’imbarcazione che trasporti idrogeno liquefatto a 1/800 del suo volume originale di gas in giro per il mondo e alle basi di approvvigionamento, un pò come accade oggi con il gas naturale (che però, per quanto combustibile “pulito”, emette Co2).

L’idrogeno – spiega la Kawasaki Heavy Industries in una nota stampa – sta guadagnando popolarità come energia chiave di prossima generazione per combattere il riscaldamento globale. Non emette CO2 o altri gas serra durante l’uso e le applicazioni previste includono la produzione elettrica, l’alimentazione di veicoli a celle a combustibile e altro ancora. Con l’obiettivo di rendere l’idrogeno una fonte di combustibile comune quanto il petrolio e il gas naturale, Kawasaki si è unito nel 2016 con Iwatani Corporation (Iwatani), Shell Japan Limited e Electric Power Development Co., Ltd. (J-POWER) per formare la CO2-free Hydrogen Energy Supply-chain Technology Research Association (HySTRA)”.

L’idrogeno offre opportunità uniche per tagliare drasticamente le emissioni in sistemi energetici difficili da decarbonizzare altrimenti, lavorando in sinergia con le risorse rinnovabili.

A quando le prime navi alimentate ad idrogeno (e quindi ad impatto zero)?

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